Strade più sicure davanti alle scuole: arriva il piano con Zone 30, attraversamenti rialzati e controlli sui “quasi-incidenti”

Il Comune punta a una Zona 30 e tre strade scolastiche per ogni Municipio. In Commissione il punto sugli interventi per proteggere pedoni, ciclisti e utenti fragili, usando anche i dati per individuare i punti più pericolosi prima che avvengano incidenti

Una Zona 30 e tre strade scolastiche per ogni Municipio, insieme a nuovi attraversamenti pedonali rialzati, dispositivi di moderazione del traffico e un uso più avanzato dei dati per intercettare i punti critici prima che si trasformino in luoghi di incidente. È il quadro emerso oggi pomeriggio durante la Commissione consiliare 5, dedicata alla sicurezza stradale e alla moderazione della velocità in ambito urbano.

Al centro della seduta c’è stata la tutela dell’utenza più vulnerabile: pedoni, ciclisti e persone che utilizzano forme di micromobilità. L’amministrazione sta lavorando a un sistema di interventi diffusi, non limitato alla risposta dopo gli incidenti già avvenuti, ma orientato alla prevenzione. L’obiettivo è individuare le aree dove il rischio è più alto e intervenire sulla conformazione della strada, sugli attraversamenti e sulla velocità dei veicoli.

L’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti ha spiegato che il Comune intende passare da una logica basata soltanto sulla statistica dei sinistri a un modello più predittivo. L’analisi dei dati può infatti consentire di mappare non solo gli incidenti, ma anche i cosiddetti “quasi-incidenti”, cioè le situazioni in cui l’impatto viene evitato all’ultimo momento. Sono episodi che spesso non finiscono nelle statistiche tradizionali, ma che segnalano criticità reali nella sicurezza di un incrocio, di un attraversamento o di un tratto stradale.
«Precedentemente si lavorava sulla base degli incidenti già avvenuti – ha detto Robotti –. Oggi, grazie all’analisi dei dati, è possibile mappare i cosiddetti provvedimenti mancati o quasi-incidenti. Si tratta di quelle situazioni di pericolo in cui il conducente è riuscito all’ultimo a evitare l’impatto. Individuare questi punti critici ci permette di intervenire tempestivamente sulla conformazione degli spazi e sugli attraversamenti prima che il sinistro si verifichi».
Uno degli strumenti principali sarà rappresentato dagli attraversamenti pedonali rialzati e dagli altri dispositivi di traffic calming, pensati per ottenere un doppio risultato: rendere più evidente e protetto il passaggio dei pedoni e costringere i veicoli a ridurre naturalmente la velocità. In questa categoria rientrano anche dossi, platee rialzate, incroci pedonali rialzati, isole salvagente, restringimenti della carreggiata e cuscini berlinesi.
Per definire dove realizzare gli interventi è già stato convocato un tavolo tecnico con i Municipi, lo stesso percorso di confronto avviato per le Zone 30 e per le strade scolastiche. Il tavolo servirà a individuare le aree prioritarie, verificare la classificazione delle strade come “residenziali”, come previsto dal Codice della Strada per l’applicazione di determinati dispositivi, e programmare gli interventi in modo coordinato sul territorio.
L’assessore ha precisato che la realizzazione degli attraversamenti rialzati non può essere improvvisata e richiede criteri tecnici rigorosi. La sopraelevazione della pavimentazione deve rispettare le direttive del Codice della Strada, garantire la fluidità della circolazione e non provocare danni ai veicoli che transitano a velocità regolare. Per questo ogni intervento dovrà essere progettato tenendo conto delle caratteristiche della strada, dei flussi di traffico, della presenza di scuole o servizi sensibili e della compatibilità con la rete urbana.
Durante la Commissione è stato inoltre ricordato che opere apparentemente semplici possono richiedere verifiche complesse. In molti casi, infatti, la realizzazione di attraversamenti rialzati o platee comporta l’adeguamento delle pendenze per lo smaltimento delle acque meteoriche e la mappatura dei sottoservizi presenti sotto la carreggiata. Si tratta di passaggi necessari per evitare problemi tecnici successivi e garantire che gli interventi siano efficaci, sicuri e conformi alle norme.
Il piano sulle Zone 30 e sulle strade scolastiche punta quindi a costruire una rete di protezione diffusa, soprattutto nei luoghi frequentati ogni giorno da bambini, famiglie e utenti fragili. La riduzione della velocità nei quartieri, la riorganizzazione degli spazi davanti agli istituti scolastici e l’uso dei dati per prevenire le situazioni di rischio diventano gli assi di una strategia che guarda alla sicurezza stradale non come emergenza episodica, ma come parte della qualità urbana.
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